I nomi strani degli antichi mestieri salentini

by Angelo on 22 dicembre 2011

Guardando oggi un noto programma televisivo pomeridiano, uno dei tv-quiz sulla Rai per intenderci, mi imbatto in una domanda che riguarda gli antichi mestieri del Salento. Una lunga lista con nomi stranissimi, molti dei quali anche a me sconosciuti: lu Stagninu, lu Conzallimure, lu Vetturinu, lu Cazzafricciu, ecc.. La curiosità è tanta e mi metto alla ricerca sul web dei lavori a cui corrispondono. Ecco quello che è apparso  con tanta sorpresa, e non sono tutti:

Lu Uttaru: chi costruiva le botti per la conservazione del vino.
Lu Vannisciaturu: colui che andava in giro a dare notizie riguardanti l’Amministrazione e anche altri fatterelli o notizie utili (es. la perdita di un mazzo di chiavi).
‘MMmula Forbici: l’arrotino.
Lu Stagninu: chi realizzava le grondaie e i pluviali che portavano l’acqua piovana alle cisterne
Lu Conzallimure: il chirurgo dei vasi in terracotta.
Lu Vetturinu: chi trasportava con un carretto spinto da cavalli le persone.
Lu Cazzafricciu: chi spaccava le pietre per sistemare le strade.

Non si finisce mai di imparare.

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Mimmo Modarelli gennaio 27, 2012 alle 09:03

Forse potreste aiutarmi a ricordare come si chiama l’aggio, sia quello lecito che quello illecito, che il mugnaio ed il frantoiano si facevano pagare per le loro prestazioni. Grazie e arrileggerci

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serena gennaio 27, 2012 alle 10:42

Non sono un’esperta sull’argomento ma cercando su internet ho trovato un documento che parlava di tassa sul macinato per i grani macinati e, a favore del mugnaio, di tassa illecita della “volata”, vale a dire la farina che vola via nella movimentazione del prodotto. Di più non le so dire! Saluti e ritorni a visitare il nostro blog!

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